Torniamo a parlare su questa rubrica “Pensieri Rumorosi “ che è a nostra esclusiva cura, della Festa di Sant’Agata, ma stavolta per mera cronaca.
Com’è noto a tutti i fedeli catanesi mercoledì scorso 12 febbraio 2025 si sono chiusi ufficialmente nella tarda serata i festeggiamenti invernali in onore di Sant’Agata, che a noi risulta, la terza festa religiosa più importante al mondo.
A una settimana esatta dal bagno di folla del 5 febbraio, l’Ottava di Sant’Agata ha richiamato migliaia di devoti e cittadini all’interno e all’esterno della Basilica Cattedrale per l’ultimo, emozionante saluto alla patrona prima della ricorrenza estiva di agosto.
La giornata è iniziata alle prime luci dell’alba con un susseguirsi fitto di celebrazioni eucaristiche.
Il momento più atteso della mattinata è stato alle ore 08:00, con il rito tradizionale dell’apertura del sacello (la “cameretta” blindata dove sono custodite le sacre spoglie) e l’esposizione del Busto Reliquiarie e dello Scrigno sull’altare maggiore, accolti dal commosso canto dell’inno agatino.
Per tutta la mattina e le prime ore del pomeriggio, un lunghissimo e ordinato serpentone umano ha attraversato la navata centrale del Duomo.
I fedeli hanno così potuto accostarsi direttamente alla cappella per la venerazione ravvicinata delle Reliquie.
Tra le messe più toccanti della giornata, si segnala quella delle 10.00 presieduta dall’Arcivescovo emerito di Catania, Mons. Salvatore Gristina, e quella delle 14.30 specificamente dedicata al conforto di ammalati e disabili.
Il culmine spirituale dell’Ottava è stato raggiunto con la solenne celebrazione eucaristica delle ore 19.00, presieduta dall’Arcivescovo di Catania alla presenza delle massime autorità civili e militari della provincia.
Subito dopo la funzione, intorno alle ore 20.00, ha preso il via la caratteristica e breve processione delle Reliquie in Piazza Duomo.
Il Busto, portato a spalla dai devoti all’interno della cornice della piazza, è stato seguito dalle storiche “candelore”.
Come da tradizione, il momento di massima devozione popolare si è consumato quando il Busto della Santa è stato orientato lungo la perpendicolare di via Etnea: un posizionamento simbolico con cui la patrona viene girata verso il vulcano Etna per invocare la sua divina protezione sulla città, un rito ancora più sentito dai catanesi segnato da poco, proprio da una ripresa dell’attività “esplosiva” del vulcano.
La serata si è conclusa con il rientro del simulacro in Cattedrale.
Tra le lacrime e i fazzoletti bianchi sventolati dai “cittadini” al grido di “Cittadini, cittadini, semu tutti devoti tutti?”, il Busto e lo Scrigno sono stati riposti nella cameretta blindata.
I festeggiamenti dell’Ottava di quest’anno hanno rappresentato anche l’ultimo grande appuntamento invernale prima dell’avvio ufficiale del Centenario Agatino del 2026.
Durante le giornate di festa è stato infatti ricordato l’imminente Giubileo indetto per i 900 anni dalla storica traslazione delle reliquie della Santa da Costantinopoli a Catania.
Catania, 20/02/2025
di Vincenza Mascali
Rubrica: Pensieri Runorosi
