
“La Sibilla” come il poema di Dante attinge al un Modello antichissimo e medioevale del “viaggio sacro”, interiore, dove una serie di prove iniziatiche si susseguono, secondo il modello archetipo del ciclo solare, dalle tenebre alla luce e viceversa. E’ un libro ispirato alla trascendenza e ai misteri di fede. Come Dante è guidato da Virgilio, Melinda Miceli personifica nella sua Sibilla, la Sophia, l’illuminazione che conduce verso luoghi alti l’iniziato permettendogli di attraversare tutti i misteri del cosmo. Come Virgilio, Beatrice, S. Bernardo, la Sibilla illumina l’intelletto del viandante dalla selva oscura nel suo moto verso l’alto e la visione di Dio, essendo la guida prescelta dalla Miceli ad assistere gli ultimi sforzi del viaggio dell’angelo bianco per superare le insidie del male e condurlo alla visione suprema della divinità.
La poetessa Melinda Miceli si esprime oggi con questo componimento:
Poesia alfabeto arcano
Volevano sopire anche la poesia,
eco primordiale di musica e onde,
incidono la tua anima d’acqua,
forgiata nell’algebra dell’ombra,
e tu eri specchio lunare
che mostrava la verità rovesciata
sigillata in parole chiave che
solo i feriti potevano capire;
Sei profumo di divinazione
che guida l’eletto
a baciare l’orlo del Sublime
prima di essere dimenticato.
Oh verso!
Ch’effondi magiche sinfonie,
chiave antica d’anfratti d’oblio,
tra sogno e funereo nunzio,
restituiscimi visioni segrete!
In te che sei oggetto di estasi
la poesia sta chiusa nelle parole
come eco arcano da decifrare
che a pochi è concesso vedere.
Oso chiamarti adesso
tu che sei Sillaba e Abisso,
custode della Chiave sottratta
agli occhi dei veglianti,
apri i varchi tra i sofismi,
accendi l’arcano alfabeto
delle tenebre ai Sapienti!
Sento di avere posseduto
la tua anima profonda
come in un sogno metafisico
che mi condusse al sublime oblio…
Lascia che la morte ghermisca
pietosa l’antico dolore
vedendo il cielo nascer dal sole
mentre la luna orba d’amore,
nel pianto di te incompresa,
s’eleva come un raggio di sole.
E lascia adesso… che essa
si spenga tra le mie mani.
E soffia adesso un vento di poesia
a ridestare l’arcano letargo
della futilità universale.
Melinda Miceli Copyright La Sibilla 2021
