Quattro chiacchiere con Beatrice Leotta di Laura Gorini

Sono una sognatrice con i piedi per terra

Una vera professionista e una donna elegante e bellissima. Così si potrebbe descrivere di certo l’hair stylist e consulente d’immagine Beatrice Leotta, tra le indiscusse protagoniste del docu- film L’abito e l’anima, scritto da Monica Bartolucci per la regia di Walter Garibaldi. Il documentario è disponibile anche su Prime Video.

I giovani, o perlomeno molti di essi, tendono a volere tutto subito. La gavetta quanto manca anche nella tua professione ora come ora?

La gavetta è fondamentale e oggi spesso viene sottovalutata. È proprio lì che si costruiscono le basi, la manualità e soprattutto l’umiltà. Senza quel percorso è difficile diventare davvero professionisti.

Che ricordi hai dei primi tempi?

Ricordo tanta fatica ma anche tantissimo entusiasmo. Ogni piccolo traguardo era una conquista enorme. È stato un periodo che mi ha formato sia professionalmente che umanamente.

Quando hai capito che era quello che volevi fare da grande?

L’ho capito abbastanza presto, quando ho visto che attraverso questo lavoro potevo far stare meglio le persone. Non era solo estetica, era qualcosa di più profondo.

Solitamente da bimbi e da ragazzi si tende a idealizzare molto una professione, come è stato passare dal sogno alla realtà?

È stato un impatto forte, perché la realtà richiede impegno, sacrificio e costanza. Ma è stato anche bello vedere che con il lavoro quotidiano il sogno può diventare concreto.

A proposito, ti definiresti una sognatrice o una persona realista?

Direi entrambe. Sono una sognatrice con i piedi per terra. Credo nei sogni, ma so che vanno costruiti giorno dopo giorno.

L’abito e l’anima che cosa ti ha lasciato a livello sia umano che professionale?

Mi ha lasciato una grande consapevolezza: che dietro ogni immagine c’è una storia. E che il nostro lavoro può davvero toccare l’anima delle persone, non solo il loro aspetto.

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