Riceviamo e pubblichiamo, (come d’altronde facciamo da tempo sulla nostra testata), dando modo di poter dare voce quegli lettori ed elettrici che non vogliono affidare il loro pensiero e le loro considerazioni ai social. Sopratutto adesso che la nostra città sta per affrontare una scelta delicata riguardante la scetla della prossima amministrazione comunale. Oggi riceviamo lo sfogo di un elettore deluso.
Lentini, Forza Italia si autodistrugge: la vendetta personale che sta svendendo il partito
A Lentini si sta consumando con un episodio grave e imbarazzante per Forza Italia. Non per il centrodestra nel suo complesso, ma per il partito azzurro locale e provinciale, che rischia di essere ridotto a un relitto politico a causa di logiche personali e vendette intestine.
Il dato di fatto è chiaro e desolante: una parte degli esponenti che ancora portano il simbolo di Forza Italia ha scelto di confluire nella lista civica “Lentini c’è”, finendo di fatto per appoggiare o accompagnare il candidato del Partito Democratico. Un’operazione di trasformismo che tradisce la storia, gli elettori e i militanti storici del partito liberale. Non si tratta di una strategia condivisa, ma del risultato di una gestione locale fallimentare, segnata da rancori personali e vendette che hanno prevalso su ogni logica politica.
Le fuoriuscite dal partito avvenute dopo la prima sfiducia hanno già mostrato la vera natura di questi impostori: una sinistra mascherata da azzurri che, una volta tolta la maschera, sta tornando apertamente a sostenere un sindaco di sinistra. Quello che sembrava un dissidio interno si rivela oggi per quello che è: il ritorno alle origini di chi non ha mai davvero abbracciato i valori del centrodestra.
Il modello “all inclusive” – aprire le porte a chiunque senza alcun filtro ideologico – ha creato le condizioni perfette per questo sfacelo. Accogliendo ex militanti di area socialista, figure con trascorsi lontani dai valori del centrodestra e persone mosse da risentimenti verso la linea ufficiale del partito, si è finito per consegnare le chiavi del circolo a chi aveva tutto l’interesse a destabilizzarlo. Oggi quel modello si rivela per quello che è: uno strumento attraverso il quale qualcuno sta realizzando una vendetta personale contro la dirigenza nazionale e contro chi, dentro Forza Italia, ha cercato di mantenere una linea coerente.
Il silenzio assordante del coordinamento cittadino ha lasciato campo libero a questi comportamenti. Ma il vuoto di guida è ancora più evidente ai livelli superiori:
• L’onorevole Riccardo Gennuso, riferimento territoriale del partito, appare come uno spettatore inerme di fronte al disastro che si consuma sotto i suoi occhi.
• La senatrice Daniela Ternullo, nonostante la segreteria politica attiva a Lentini e un gruppo storico di riferimento, resta muta di fronte al travaso di uomini e voti verso il campo avversario.
• L’eurodeputato Marco Falcone, dopo aver incassato consensi nel territorio, sembra completamente assente dalla scena, come se la vicenda non lo riguardasse.
Questo immobilismo ha permesso che logiche di bottega e vendette personali prendessero il sopravvento. Qualcuno, evidentemente deluso o in rotta con la dirigenza azzurra, ha deciso di far pagare il conto a tutto il partito, trascinandolo in un abbraccio innaturale con il PD pur di danneggiare chi rappresenta la linea ufficiale di Forza Italia.
La soluzione non può essere timida. Serve un intervento deciso e immediato: il commissariamento del circolo di Lentini e, se necessario, di quello provinciale. È necessario azzerare questa gestione che ha scambiato il rinnovamento con l’imbarco di avversari storici e che oggi permette a rancori individuali di distruggere quanto resta dell’organizzazione azzurra sul territorio.
Lentini non è un feudo da usare per regolamenti di conti personali. I militanti e gli elettori che ancora credono nei valori liberali, popolari e riformisti di Forza Italia meritano di riavere un partito dignitoso, non uno strumento di vendetta nelle mani di chi ha deciso di svenderlo per ripicca.
Il pensiero non può che andare a Silvio Berlusconi, che di fronte a questo spettacolo si starebbe certamente rivoltando nella tomba. Di fronte all’abbraccio con il PD per motivi di rancore personale, la sua frase storica – «Siete e sarete sempre i soliti comunisti!» – risuona oggi come un monito severo contro chi, pur indossando la maglia azzurra, sta tradendo lo spirito originario del movimento.
Forza Italia locale e provinciale hanno ancora una possibilità di salvarsi, ma solo se la dirigenza nazionale interverrà con fermezza per fermare questa deriva autodistruttiva alimentata da vendette personali. Altrimenti, di quel che resta del partito a Lentini resteranno solo macerie e rimpianti.
Forza Italia sempre.
Un elettore sfiduciato
