La situazione politica a Lentini è effettivamente molto tesa e si sta spostando dalle aule del consiglio comunale a quelle dei tribunali amministrativi.
Ricordiamo che il sindaco Rosario Lo Faro è stato ufficialmente sfiduciato il 16 marzo 2026 con 11 voti favorevoli e tre contrari (due consiglieri assenti)
Lo Faro ha presentato oggi 15 aprile 2026 ricorso al TAR di Catania contestando la legittimità della seduta.
I punti principali della contestazione:
Il nucleo dell’obiezione sollevata da Lo Faro e dai suoi sostenitori riguarda la regolarità formale della convocazione e della gestione dell’assemblea.
Mancata elezione del Presidente prima della votazione della sfiducia in quantao il precedente Presidente del Consiglio si era dimesso.
Secondo la tesi sostenuta dall’Avv. Lo Faro, il consiglio avrebbe dovuto prioritariamente procedere all’elezione di un nuovo Presidente prima di trattare altri punti, per cui viene contestato il fatto che la seduta sia stata convocata e presieduta dal Vicepresidente in una situazione di dimissioni definitive del Presidente, anziché di semplice assenza o impedimento temporaneo.
Segnalazione di irregolarità:
Durante la seduta stessa, alcuni consiglieri avevano chiesto di mettere a verbale queste perplessità, ma la maggioranza ha deciso di procedere comunque al voto.
La domanda che i nostri elettori si porranno sicuramente in questo frangente è, cosa succede adesso?
Attualmente la situazione è la seguente:
Commissariamento: La Regione Siciliana ha già avviato le procedure per la nomina di un commissario straordinario.
Elezioni a rischio: Il Comune è stato inserito nel turno elettorale del 24 e 25 maggio 2026.
Tuttavia, precisiamo, il ricorso di Lo Faro punta a sospendere questi decreti e la delibera di sfiducia.
Se il TAR dovesse accogliere la tesi di Lo Faro sulla “seduta viziata”, la sfiducia potrebbe essere annullata, riportandolo tecnicamente in carica e annullando le elezioni imminenti.
In sintesi, la validità legale di quella seduta è ora oggetto di un giudizio tecnico del TAR.
In conclusione possiamo dire che mentre l’opposizione ritiene che il Vicepresidente avesse i pieni poteri per garantire la continuità dell’organo, Lo Faro punta tutto su un vizio di forma che renderebbe nulli tutti gli atti successivi.
Di seguito la segnalazione integrale appena pervenuta in redazione da parte del dott. Lo Faro.
Inizia:
Oggi è stato notificato un ricorso, con il quale è stata impugnata innanzi al TAR Catania la delibera del Consiglio comunale che ha approvato la mozione di sfiducia, nonché i successivi decreti regionali di inserimento del Comune di Lentini nel turno elettorale del prossimo 24 maggio e di nomina del Commissario straordinario.
In Consiglio comunale erano state chiaramente segnalate, prima ancora della votazione, irregolarità gravi, idonee a incidere sulla validità della seduta e dei deliberati.
Nonostante ciò, si è scelto deliberatamente di andare avanti.
Durante la discussione, e’ stato chiesto al Segretario Generale quali fossero le conseguenze di un atto adottato in presenza di tali vizi.
Alla risposta, netta, che la delibera avrebbe potuto essere impugnata, è stato replicato che il parere non era vincolante e che il Consiglio avrebbe deciso comunque.
Tradotto: si è scelto consapevolmente di esporsi al rischio di adottare una decisione illegittima..
Eppure, una soluzione semplice e corretta esisteva: il 9 marzo si poteva eleggere il Presidente del Consiglio e procedere poi a una convocazione pienamente regolare.
Non lo si è voluto fare.
Si è preferito forzare, con una motivazione priva di logica, nonostante non vi fosse alcuna urgenza: la mozione di sfiducia scadeva il 1° aprile, lasciando ancora oltre venti giorni utili.
Quello che oggi accade, dunque, non è un incidente, ma il risultato di una scelta precisa, portata avanti ignorando consapevolmente i rilievi sollevati.
Io sto esercitando un diritto, esattamente nella direzione indicata in aula, proprio per evitare tutto questo.
Adesso sarà il Tribunale Amministrativo Regionale a valutare.
Ma una cosa è già chiara:
quando si mettono da parte le regole, non si colpisce una persona — si espone un’intera città.
Si poteva evitare. Non lo si è voluto fare.Io continuo a stare dalla parte della correttezza istituzionale.
Senza esitazioni.
. Lentini li, 15.04.2026 di Giuseppe Parisi
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