Carissimi Lettori buongiorno, oggi desideriamo parlare della famiglia del bosco e dei loro bambini.
Pare finalmente che qualcosa si muova e siccome questa gravissima situazione non fa notizia, vorremmo parlarne un po’ con voi, per quello che siamo riusciti a sapere.
Quasi sicuramente anche voi e credo non solo chi è genitore e non solo in Italia, avete desiderato e pregato tanto per la riunione di questi 3 bambini con mamma e papà e così speriamo di dare qualche speranza anche a voi, ma chiedendovi di continuare a pregare.
Finalmente il 1° settembre il Tribunale dei Minori dell’Aquila si è pronunciato sull’istanza di ricongiungimento della Famiglia nel Bosco, presentato lo scorso giugno…ma si dai ci sono state le ferie, non potevano sforzarsi di lavorare solo perché dei bambini stavano e stanno ancora soffrendo il distacco dai loro affetti più grandi (genitori) e non sia mai che qualcuno pensi pure alla sofferenza dei genitori!
Dicevamo della disposizione del Tribunale: è stato definito un nuovo regime nel senso che i bambini potranno iniziare ad incontrare papà e mamma ma solo a tappe e solo di giorno nella casa messa a disposizione dal Comune, in attesa che inizino i lavori per la nuova casa e solo davanti alle assistenti sociali, che ad un certo punto decideranno di dire basta è tardi, perché hanno finito il turno…si sa la loro famiglia li aspetta!
Tutto questo sarà ripetuto tutte le volte continuando a ferire queste anime innocenti, strappandoli dalle braccia dei loro genitori per riportarli nella casa protetta.
Protetta???
Cosa vuol dire protetta, da chi e da cosa?
Forse vuol dire protetta da questi genitori che vogliono stringere al petto i loro bambini che gli sono stati violentemente sequestrati?
Questo nuovo regime è uscito fuori dopo una riunione tra figure istituzionali e professionisti che seguono questa terribile vicenda, seguito da un confronto al quale hanno preso parte l’avvocato dei genitori Simone Pillon, la curatrice speciale Marika Bolognese, la tutrice Maria Luisa Palladino e la nuova assistente sociale Giuseppina Tittaferrante.
Sicuramente vi chiederete come mai dell’incarico ad una nuova assistente sociale al posto della precedente Veruska D’Angelo, stranamente assente.
Tutto nasce il 4 aprile 2025, giorno in cui la Veruska D’Angelo effettuò una visita domiciliare non annunciata insieme ai carabinieri e al curatore dei minori, nella casa della Famiglia nel Bosco, stilando subito dopo una relazione dove descrisse la signora Catherine cioè la mamma dei bambini come “diffidente con atteggiamento difensivo, rendendo difficoltoso il dialogo”.
Adesso pensiamo per un attimo se questo atteggiamento difensivo non sia naturale per una mamma, che sentendosi aggredita e minacciata davanti ad un ingresso forzato in casa propria da gente estranea e con i carabinieri per di più… Credete che una mamma non percepisca che qualcosa di terribile possa succedere?
Ci furono altre relazioni da parte della D’Angelo e in una di queste a gennaio 2026 , la stessa descriveva la signora Catherine come “diffidente, infastidita, poco collaborativa”.
Ricordiamo quando la signora Catherine intervistata da Vespa disse: “Noi chiediamo il rispetto dei nostri diritti di genitori e figli” o quando questa povera mamma ripeteva a tutti :“ Io parlo, i miei figli parlano, ma non veniamo ascoltati.”
Quando la Garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni, si presentò a Vasto per un’ispezione e poter verificare lo stato psicologico dei tre bambini, come da suo compito d’altronde, l’assistente sociale Veruska D’Angelo si rese “ufficialmente indisponibile a colloquio”, non sembra strano anche a voi?
Così il 29 gennaio 2026, i genitori dei tre bambini e cioè Nathan e Catherine, presentarono un esposto all’Ordine professionale contestando proprio Veruska D’Angelo e chiedendone la revoca, ma a questo si è aggiunta anche la segnalazione della presidente dell’Ordine regionale, Francesca D’Atri dopo essersi mossa per verificare il corretto esercizio della professione e il rispetto del segreto professionale, nei rapporti intrattenuti dall’assistente sociale e la stampa.
Da qui l’Ordine professionale della Regione Abruzzo ha aperto un procedimento disciplinare a carico dell’assistente sociale Veruska D’Angelo, visto che ha notevolmente contribuito a dividere la Famiglia del Bosco, per la presunta violazione di sei articoli del codice deontologico.
Qualcuno dice che l’assistente sociale in questo provvedimento del giudice è affiancata, ma vogliamo chiarire che quando un funzionario pubblico crede di avere il potere assoluto di decidere il destino di un nucleo familiare e viene improvvisamente scortato da nuovi professionisti, non si tratta di affiancamento ma di commissariamento…
Dicevamo dunque che per la prima volta i bambini dopo quasi 11 mesi dal sequestro forzato da parte degli assistenti sociali, sono ritornati nella loro casa nel bosco, nel loro nido dove sono cresciuti, anche se solo per un’ora e mezza, per abbracciare mamma e papà e poter finalmente giocare con gli animali della piccola fattoria.
Lo sappiamo cosa state immaginando…
Chissà che emozione devono aver provato quelle 5 anime, chissà quale gioia sentire i cuori gli uni degli altri battere all’unisono!
Finalmente insieme!!!
Finalmente insieme anche se solo per un’ora e mezza, a noi piace pensare che il mondo per loro in quei momenti si sia fermato, il sogno di 11 mesi avverato.
Quest’incontro è stato un grande passo verso il rientro definitivo?
Nemmeno per sogno, nessuna data, addirittura non esiste nemmeno come ipotesi, tutto da decidere, e la notizia assurda è che a firmare questo provvedimento è stata la dott.ssa Cecilia Angrisano, nel suo ultimo giorno da Presidente del Tribunale per i Minori dell’Aquila, la stessa giudice che dispose il sequestro forzato dei tre bambini e siccome ha cambiato sede, la situazione non è più un suo problema.
Ma ci sono anche due aspetti vergognosi nel provvedimento che adesso vi esporremo:
1° aspetto: il giudice non tiene assolutamente conto dello stato di salute psico-fisica dei bambini; gli psichiatri della ASL avevano definito indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva, ma figuratevi, nessuno ha valutato ciò, anzi hanno preferito attuare l’assoluto silenzio.
2° aspetto: il giudice ha imposto l’iscrizione dei bambini in una scuola pubblica di Vasto, con un orario a tempo pieno dalle 8 alle 16.
Ma c’è un problema enorme e cioè la scuola dista 40 minuti di automobile da Palmoli dove si trova la casa per incontrare i genitori, con questo aspetto stanno vietando l’educazione parentale e la cosa più grave è che le convenzioni internazionali e l’ordinamento giuridico italiano difendono il diritto dei genitori di scegliere le modalità di istruzione dei figli.
Ora diteci una cosa… Secondo voi questi genitori che durante tutti questi mesi sono stati messi alla gogna mediatica e penale ma che nessuno è riuscito a contestare un abuso, una violenza o un maltrattamento mai, in nessun atto, come devono sentirsi, quanto dolore grida il loro cuore?
Tra pochi giorni dovrebbero cominciare a rientrare a casa per dormire anche se solo per qualche notte durante i fine settimana, ma con la convinzione che le loro preghiere possano essere state sentite da Dio, e che finalmente potranno sentire il calore di mamma e papà, il dolce suono della loro voce e la certezza di non essere stati abbandonati proprio da chi li doveva proteggere.
Chissà quanta disperazione cosa avranno provato questi fratellini e chissà cosa avranno inculcato le arpie che li tengono ostaggi da più di 11 mesi, chissà quanto li avranno fatti sentire inutili, non amati e abbandonati, pur di non sentire i loro pianti e il loro strilli…quanto male avranno fatto a quelle piccole anime, siamo sicuri che non succederà niente in futuro nei loro cuori e nelle loro testoline?
Ma no cosa andiamo a pensare, le arpie non sanno cosa hanno fatto e il male che continuano a fare a quelle piccole anime, per loro è giusto spaccare una famiglia felice solo per il bene e nell’interesse dei bambini!
Però indovinate, quando i genitori e il loro avvocato hanno presentato la richiesta di trasferire i bambini nella scuola di Castiglione Messer Raimondo, istituto di riferimento per il Comune di residenza della famiglia, qualcuno ha parlato di stress dei bambini per l’inserimento in una nuova classe e dell’interruzione di eventuali rapporti appena costruiti con compagni e insegnanti…
Capite la gravità???
Assurdo, siccome i bambini possono avere più stress e traumi distaccandosi dai compagni e gli insegnanti, meglio evitare!
Invece l’evento traumatico del distacco da mamma e papà, il calore della loro casa, le loro abitudini, i loro animali, i loro giochi di sempre, no quelli fanno meno male, anzi forse nessun dolore!
L’avvocato Simone Pillon, legale della Famiglia, presenterà il reclamo riproponendo il tema della tutela della salute dei tre fratellini, alla Corte d’Appello.
Ci piace riprendere come il consulente della Famiglia nel Bosco, il Dott. Tonino Cantelmi, descrive il prelievo dei tre bambini eseguito il 20 novembre 2025:
“UN EVENTO TRAUMATIVO CHE HA SPAZZATO VIA DECENNI DI STUDI SULL’INFANZIA”
Catania, 06/10/2026
di Vincenza Mascali
Rubrica: Pensieri Rumorosi
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