Carissimi Lettori buongiorno.
Vorremmo affrontare meglio con Voi la sentenza della CEDU, che condanna l’Italia, dunque come già detto nel nostro articolo precedente:
L’8 ottobre 2026 la Corte Europea dei diritti dell’Uomo con una sentenza, ha condannato l’Italia per violazione dell’art. 8 della Convenzione europea sui diritti dell’Uomo e cioè non vengono garantiti i contatti tra genitori e figli.
Cosa chiede la Corte europea con questa sentenza all’Italia, lo abbiamo già accennato nell’articolo precedente:
– La riforma Cartabia, consiste nel cosiddetto “TRIBUNALE UNICO” d.lgs. n. 149/2022;
– La seconda norma e cioè la Legge n. 37 del 17 marzo 2026, introduce nuove disposizioni per la tutela dei minori in affidamento, modificando la precedente Legge n. 184 del 4 maggio 1983.
Le principali novità introdotte sono:
– Registro nazionale;
– Registri Giudiziari;
– Osservatorio nazionale.
Nella stessa direzione indicata dalla CEDU, vanno il vademecum Prelevamento dei minori e la Relazione al Parlamento 2025 presentata dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA), il 30 settembre 2026 presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati, con i seguenti temi e punti chiave:
– La richiesta di una “CaRevolution”:
l’AGIA ha posto al centro il valore fondante della cura reciproca e dell’interdipendenza, contrastando il mito dell’individuo autosufficiente.
Cosa si intende per cura reciproca e l’interdipendenza, non sono altro che le condizioni fondamentali per cui gli esseri umani sono legati tra loro e dipendono dal sostegno degli altri per crescere e vivere.
Nessuno deve vivere rintanato in isolamento passivo o magari alle dipendenze della realtà virtuale, occuparsi e prendersi cura l’uno dell’altro non è altro che una pratica collettiva di responsabilità.
I bambini e i minori oggi cominciano a richiedere spazi comuni, dove giocare e confrontarsi con i loro coetanei, ma lontano dagli sguardi pungenti degli estranei, proprio perché sentono il bisogno di essere rieducati all’incontro umano e non virtuale.
– Povertà relazionale e denatalità:
il documento affronta il grave quadro della denatalità record e della povertà relazionale che colpiscono i minorenni.
Le famiglie sono sempre più isolate e quindi più fragili, incapaci di affrontare le loro responsabilità educative verso i figli senza capire quanto manca e mancherà nel futuro il loro prezioso e insostituibile lavoro e spesso questi bambini si ritrovano a crescere come “orfani di genitori vivi” tragico pensiero di Don Fortunato di Noto.
Quante mamme allattando i loro figli non li guardano più negli occhi, dove è finito quell’Amore che si trasmetteva guardandosi?
Sapete che qualcuno definisce l’Occidente “il Terzo Mondo delle Relazioni”?
Perché si è voluta rimpiazzare la famiglia con la solitudine?
E questa denatalità come la vogliamo definire, perché le donne scelgono di non fare figli?
Cosa pensate quando incontrate genitori che spingono il passeggino con una mano e con l’altra leggono o rispondono sui social, è questa l’importanza che si merita un figlio?
Voi sapete che nel 2025 sono nati 15 mila bambini in meno rispetto al 2024.
Il periodico Vita, con una sua inchiesta ha riscontrato che su 10 giovani al di sotto dei 25 anni, solo 1 è certo di volere un figlio, sarà forse perché si pensa che il figlio sia un problema?
Abbiamo scoperto che a questo fenomeno è stato dato un nome “adultescenza”, sbagliamo o sembra essere una fragilità?
Forse perché al giorno d’oggi la donna preferisce la carriera, i viaggi, gli aperitivi, nessun sacrificio per un figlio insomma, solo libertà!
– Dati sul maltrattamento:
il documento prende in esame diverse forme di comportamento maltrattante e viene evidenziato che il più frequente risulta essere la trascuratezza che riguarda il 37% dei minori, subito dopo con il 34% troviamo i minori in carico ai servizi sociali, mentre la violenza psicologica e il maltrattamento fisico incidono per il 12% e l’11%, con il 4% risultano le patologie delle cure e l’abuso sessuale il 2%, tutto questo in Italia.
Dall’indagine emerge che l’87% dei casi di cui sopra, avviene all’interno della cerchia ristretta familiare del minore.
– Aree di focus:
maggiore attenzione è stata richiesta per la tutela nel mondo digitale e delle nuove tecnologie, la salute mentale e il supporto alla fragilità genitoriale.
Molti di noi sappiamo che le più grandi piattaforme digitali controllano i principali social network e servizi di messagistica, ma siamo tutti informati sugli effetti malaugurati delle scelte che hanno fatto per andare a colpire gli utenti e spesso minori?
Studiano algoritmi per creare dipendenza e manipolazione, e su questo creano modelli economici seguendo i dati comportamentali degli utenti, usando quindi gli utenti e qui purtroppo ci ritroviamo soprattutto i bambini e gli adolescenti attirati dalle esche, trasformando il sistema in un “mercato dei comportamenti futuri”.
Per favore provate ad immaginare dei bambini/ragazzini soli e annoiati nella propria stanza con gli occhi fissi per ore davanti al loro computer o telefonino… purtroppo non sono soli ma in compagnia virtuale, aspettando le notifiche e qui si entra in un girone infernale, perché comincerà l’ansia, la depressione per l’isolamento, disturbi del sonno, paure e problemi nello sviluppo emotivo e cognitivo, cosa devono provare a sentire di perdere la propria autonomia e identità personale, aspettando di essere celebrati o disprezzati per la bravata più grossa…
Abbiamo imparato a conoscere il cyberbullismo, per atti intimidatori o umilianti nei confronti di vittime più deboli!
Se poi si parla l’intelligenza artificiale noi genitori abbiamo l’obbligo di spiegare ai nostri figli, che non possono trattarla come il loro amico immaginario, dobbiamo sforzarci di fare capire che l’amico è un essere umano e non un’entità astratta.
Vogliamo parlare della pedofilia di massa?
Il fenomeno pedocriminale, ha raggiunto dimensioni incalcolabili, ma purtroppo non sene parla quasi mai, ma esiste qualcosa di molto più grave e cioè molti genitori non riescono ad individuare piccoli avvertimenti dei loro figli (trascuratezza?).
Ultimamente la UE ha ritenuto di non approvare la proroga di un provvedimento che in deroga temporanea alle norme sulla privacy, avrebbe consentito alle imprese tecnologiche di rilevare immagini e video relativi ad abusi sessuali e di bloccarne la circolazione…
Perché?
Secondo voi tra gli abusi digitali oltre agli stupri online non credete ci sia pure la sessualizzazione precoce, con terribili ricadute sulla salute psicologica e fisica?
Vi siete accorti del mercato costruito per adescare i piccoli utenti?
I vostri figli avranno fatto qualche richiesta di biancheria intima sul modello degli adulti, vi siete accorti che seguono su Instagram o Tik Tok, le baby influencer di cosmesi e beauty routine che prende il nome di cosmeticoressia?
Credete che questo succeda solo alle femminucce?
Le famiglie abbiamo lasciato che la neuropsichiatria sostituisse l’educazione, si proprio così, senza renderci conto che spesso si tratta di intolleranza nei confronti dei bambini.
Molti genitori non conosciamo più il nostro compito, cioè accompagnare e preparare i nostri figli alla vita e quindi non vogliamo capire che il vero problema siamo noi, troppo impegnati a pavoneggiarci non riusciamo nemmeno a schiaffeggiarci davanti allo specchio, riconoscendo il nostro fallimento, preferiamo nasconderci dietro un eventuale DISTURBO dei nostri figli, magari chiedendo un aiuto allo stato per l’eventuale invalidità…
VERGOGNIAMOCI!!!
Adesso ci sorge un grosso dubbio e chiediamo anche a voi di pensarci per favore:
forse è stato per questo che la Famiglia nel Bosco ha fatto tanto chiasso, forse perché questi genitori senza avere nessuno studio psichiatrico al loro fianco o altro, hanno saputo crescere i loro 3 Bambini in un mondo senza la dipendenza del computer o smartphone, facendoli giocare liberi e spensierati?
Forse alle assistenti sociali ha dato fastidio questo modo di vivere così diverso, oseremmo dire beato e felice e al di fuori della dipendenza, degli screen, o della vita senza quella finta ricompensa al cervello come i social media?
Signori della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, abbiamo una nostra personale richiesta da porvi: oltre ai corsi di formazione per magistrati e assistenti sociali, perché non inserite dei corsi di formazione e possibilmente allontanando da casa, quei genitori con problemi, invece di allontanare i minori?
Catania, 24/10/2026
di Vincenza Mascali
Rubrica: Pensieri Rumorosi
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