SCUOLA – INTERVISTA A SAVERIO BOSCO SINDACO DELLA CITTA’ DI LENTINI

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Testo intervista:

D. Signor Sindaco abbiamo letto su facebook un suo sfogo preciso quanto tagliente, che stà succedendo?
R. Succede purtroppo che i dibattiti su fb o sui social, innescati ad arte, siano basati spesso su false notizie facendo leva più sulla pancia delle persone che sulla testa, e così un problema infrastrutturale della Città diventa uno strumento di battaglia politica, ma oramai ci siamo abituati, vedi vicenda mercato del “Giovedi’”, che a causa di strumentalizzazioni politiche, è stato arrecato un danno a commercianti e utenti…

D. Può essere più preciso ?
R. Certamente. E’ noto a tutti che il cvirus, ha amplificato una pregressa emergenza cittadina che consiste nella enorme carenza di aule, è facile scrivere che da dieci anni a monte di tale carenza non è stato fatto nulla… ma niente di più falso ed è inaccettabile la mala fede di chi addirittura ha amministrato negli ultimi 20 anni e conosce i fatti. Il primo decreto di finanziamento a favore della Vittorio Veneto per euro 333.840 è del 2017, per ricostruire tetto e terzo piano, nell’anno 2019 arriva pure il secondo decreto pari a euro 1.165.159, sempre per la stessa finalità.

D. e allora?
R. Il plesso della Vittorio Veneto dal novembre del 2019 a tutto maggio 2020, non supera le prove divulnerabilità sismica, prove necessarie per iniziare i lavori, per cui non si parla più di rifare il tetto ma occorre ricostrire tutta la scuola e renderla antisismica, appare evidente che non sono sufficienti le somme previste e, per rifare tutta la scuola, occorre un importo 6 volte maggiore ovvero un nuovo progetto e un nuovo finanziamento. Progetto redatto in tempi record e in attesa di valutazione da parte della Regione e Miur.
Ricordo che stiamo parlando di una scuola antica e di circa seimila metri quadri che si sviluppa su 3 piani. A chi superficialmente afferma che la scuola poteva rimanere aperta rispondo che solo un folle poteva dir questo e anche pensarlo. Una qualunque persona dotata di buon senso metterebbe dei bambini in una scuola giudicata vulnerabile sismicamente (Maggio 2020) in un territorio ad elevato rischio sismico come il nostro ? Però quando succedono le tragedie come quelle del Ponte Morandi di Genova diventiamo tutti giudici…

D. No, certamente, no sarebbe stata davvero una follia … ma alcuni scrivono che gli scolari potevano essere ospitati presso i locali dell’ex monastero, che ne pensa?
R. La ringrazio per questa domanda così chiarisco una volta per tutte tramite Informa Sicilia che nonostante l’avvenuta ristrutturazione dei locali, la scuola “ex monastero” non ha superato, come per la Vittorio Veneto, le prove di vulnerabilità sismica ed a questo punto sarebbe opportuno chiedere agli amministratori di allora, che hanno redatto il progetto, come mai nonostante i lavori eseguiti è risultata vulnerabile sismicamente ?

D. Qualcuno però parlava anche di palazzo Beneventano che cosa risponde?
R. I locali del palazzo, oltre a non soddisfare i requisiti strutturali necessari ad ospitare una scuola, non sono dotati di impianti base e servizi igienici per ottenere l’agibilita’ e accogliere centinaia di bambini. Per cui chi ha scritto questo ignora una realtà lampante. Qualcuno ha pure detto, prevengo la sua logica domanda successiva, che ”i lavori di adeguamento e trasloco dei locali sono iniziati in ritardo”. Non rido perché la cosa è davvero seria, in quanto il bando di finanziamento per i lavori, le locazioni di immobili e il trasloco delle aule è scaduto il 26 Agosto dico e sottolineo Agosto 2020 e già noi dal 10 settembre ricevuto il decreto di finanziamento per 350 mila euro siamo intervenuti e stiamo correndo da venti giorni contro il tempo e che stiamo lavorando su edifici che avevano bisogno di adeguamenti (ex ipab, parte di istituto Manzitto, ex uffici comunali di via del museo, parte di itc Alaimo). Conoscendo i tempi della pubblica amministrazione per i lavori su edifici pubblici considerare tutto questo un ritardo è davvero miserevole. Potevamo iniziare locazioni e lavori senza avere le somme disponibili, si dimentica troppo spesso che questo comune è in dissesto, ma lo capisco fa parte del “gioco” della politica, lo “dimenticano” gli amministratori che hanno portato la Città in dissesto, figuriamoci se può ricordarlo chi oggi tenta la spallata per diventare sindaco o sindaca…

D. Altri parlano dell’ex pescheria.
R. Direttore è incommentabile questa “proposta”, e allora rispondo in breve che l’ex pescheria è a disposizione della scuola Vittorio Veneto per attività extra didattiche, aggiungo solo che qualcuno ha fatto volutamente confusione tra attività extra didattiche e attività didattiche, non portiamo i bambini in edifici comunali perché non ci sono gli impianti e li portiamo in un luogo senza mura e finestre?

D. Giunge anche un’accusa verso il preside del Vittorini di non concedere aule.
R. Con la scuola vittorini, così come con tutte le altre, ci sono state interlocuzioni formali documentate al fine di cercare spazi e aule, nessuno dell’A.C. ha mai messo in dubbio la mancanza di aule lamentata dal dirigente del Vittorini, e comprendiamo ovviamente le difficoltà che in questo periodo i dirigenti scolastici tutti stanno affrontando a causa dell’emergenza covid, al pari dei pubblici amministratori, sarebbe meglio stare dietro ad atti e documenti e non a gossip o ai vari “si dice”.

D. Concludendo questa intervista ha altri messaggi da lanciare ai cittadini lentinesi?
R. Ai Cittadini dico che questa amministrazione da quattro anni affronta emergenze gravi che sono sotto gli occhi di tutti, e a fine mandato potranno valutare serenamente le cose realizzate, invece agli oppositori che si stanno tanto affannando a cercare alchimie politiche difficilmente attuabili, in totale mancanza di idee e progetti, rivolgo una “simpatica” osservazione … sono certo che loro farebbero di più e meglio di questa amministrazione, (e molti di loro negli anni passati lo hanno dimostrato…) ma oltre ad avere la capacità di urlare sui social , dicano a noi, a questa AC, ed alla Città, come. Grazie per l’intervista.

di Giuseppe Parisi