Sono passati quasi 4 anni dall’annuncio del PNRR e nel siracusano il bilancio è amaro: su 240 milioni assegnati, solo il 22% dei progetti è realmente partito.
Gli altri sono fermi a gare, progettazioni o, peggio, non hanno ancora un ufficio tecnico che li segua.
A rischio ci sono circa 80 milioni che se non vengono spesi entro il 2026 tornano a Roma.
Il dato è stato presentato nell’ultimo incontro in Prefettura tra sindaci, Regione e uffici territoriali.
E ha fatto arrabbiare tutti. “Abbiamo soldi che potrebbero cambiare il volto dei nostri paesi e li stiamo lasciando lì” ha detto un primo cittadino.
I settori più in ritardo sono quelli che avrebbero dovuto dare la spinta più forte: scuola, sanità territoriale, efficientamento energetico e rigenerazione urbana.
Partiamo dalle scuole.
Nel comprensorio erano previsti 14 interventi per messa in sicurezza e nuove palestre.
Ne sono partiti 3. Gli altri sono bloccati perché mancano i progetti esecutivi. “Non abbiamo ingegneri” … ammette un sindaco… “quelli che c’erano sono andati in pensione e non li abbiamo sostituiti“. Risultato: si pagano consulenze esterne che costano il triplo e allungano i tempi.
Poi la sanità.
Le case di comunità di Carlentini e Lentini dovevano aprire a fine 2024.
Ad agosto 2026 e i cantieri non sono ancora iniziati.
La motivazione ufficiale: “varianti in corso d’opera”.
Quella reale: nessuno ha fatto i controlli preliminari sul terreno e ora bisogna rifare le indagini geologiche.
Il terzo nodo è il personale.
I Comuni sotto i 15.000 abitanti non hanno uffici tecnici in grado di gestire gare da milioni di euro.
La Regione ha messo a disposizione dei “supporti tecnici” ma sono 4 persone per tutta la provincia. “È come svuotare il mare con un bicchiere” dice un funzionario.
E infine c’è la burocrazia.Per un appalto da 1 milione servono in media 11 mesi tra progetto, gara, aggiudicazione e consegna.
Il PNRR ne dà 24 in totale. Se perdi un anno all’inizio, poi non recuperi più.
I sindaci chiedono 3 cose urgenti. Primo: commissariare le opere ferme da più di 6 mesi. Secondo: assumere a tempo tecnici e ingegneri con fondi PNRR. Terzo: semplificare. “Se devo fare 40 timbri per comprare 10 sedie per una scuola, qualcosa non va”.
La Regione risponde che sta lavorando.
Ha creato una cabina di regia e ha sbloccato 15 milioni per i piccoli Comuni.
Ma i tempi stringono. Il 31 dicembre 2026 è la scadenza.
Dopo quella data i soldi non spesi vanno persi.
Il rischio è doppio. Economico: perdere risorse che non torneranno. Politico: far dire alla gente “tanto le promesse restano sulla carta”.
Eppure le storie positive ci sono.
A Buccheri hanno ristrutturato un palazzo storico con fondi PNRR cultura e ora è un museo aperto tutto l’anno.
A Floridia hanno messo il fotovoltaico su 3 scuole e azzerato la bolletta. Si può fare.
La domanda è: vogliamo farlo anche per gli altri 200 milioni?
Perché se aspettiamo ancora, tra un anno parleremo di “occasione mancata”. E i cittadini se lo ricorderanno.
Carlentini, 06 Settembre 2026
di Vincenza Mascali
Rubrica: Pensieri Rumorosi
