PD LENTINI – UN PATTO POLITICO – PROGRAMMATICO PER IL RILANCIO DELLA CITTA'

Il Segretario del Pd di Lentini, Alex Siracusano, comunica:

Il ruolo primario di un partito è quello di misurarsi propositivamente, a volte anche sbagliando, con la realtà che lo circonda, al fine di comunicare idee, pensieri, progetti e orientamenti, e soprattutto indicare rimedi e soluzioni. Questa è la scommessa principale della buona politica e di essa il PD di Lentini vuole farsi interprete, chiedendo nell’ambito di uno scenario politico-amministrativo come il nostro, di passaggio da una fase ad un’altra (trascorsi due anni e mezzo dall’inizio della consiliatura), anche ai soggetti politici alleati e a quelli che gravitano nell’ambito del centrosinistra di fare altrettanto. Nel senso che non ci può e non ci si deve accontentare di vivacchiare o di far proseguire puramente e semplicemente, senza scossoni, la nostra comune esperienza di governo.

Ci vuole uno scatto di orgoglio: una sfida qualitativamente innovativa che deve portarci con successo alla scadenza elettorale del 2016. Ecco perché è importante scrivere, da qui al suddetto appuntamento, una pagina nuova ed esaltante, molto impegnativa, è vero, ma possibilmente anche realistica e convincente, capace di dare quelle risposte che oggi ragionevolmente possono aspettarsi i cittadini e l’opinione pubblica. Una risposta che ci obbliga ad andare al di là dei nostri stessi tradizionali schemi politico-partitici, alquanto usurati dal tempo e dalle logiche comportamentali che in passato, al di là della nostra buona volontà, hanno determinato forme di immobilismo non più tollerabili.

Ci sembra opportuno favorire la costruzione di una squadra di governo che si propone, per le sue caratteristiche e per la qualità della sua composizione, di portare a compimento un disegno programmatico eccellente e condiviso. Non, dunque, una coalizione che cerca con il bilancino di ambire ad un equilibrio più o meno stabile o instabile dei rapporti di forza, bensì un’alleanza che si ritrova attorno alla virtù delle cose da fare, che sono tante e che richiedono, da un lato, l’esigenza di far proseguire speditamente i progetti finora messi in campo, e, dall’altro, quelle opere, quei servizi e quelle iniziative che abbisognano di un deciso rilancio politico-amministrativo.

SCENARIO PROGRAMMATICO

La nostra comunità, un tempo florida e dinamica, sta attraversando, a causa di una pesante congiuntura internazionale e di una crisi agrumicola tuttora irrisolta, momenti difficili e travagliati, segnati da uno stato di povertà sempre più diffuso e dalla impossibilità per molti di affrontare dignitosamente le traversie socio-economiche della vita quotidiana. Esiste, insomma, una situazione delicata e allarmante, che ci spinge a interrogarci e a promuovere interventi contingenti e un orizzonte più rassicurante.

  • Il fronte più fragile ed esposto, di indubbio impatto immediato (toccando alcune fondamentali e primarie esigenze dei cittadini), è quello dei servizi: in modo particolare, del servizio idrico e di quello attinente la gestione dei rifiuti solidi urbani, per i quali nebulosa e incerta appare ancora la materia della raccolta differenziata. Si pensa, al riguardo, che ci si debba preoccupare di procedere separatamente o congiuntamente ad un inquadramento organico dei due servizi, rimuovendo, grazie anche ad una più puntuale ed efficace legislazione regionale, le criticità che ne hanno contraddistinto il funzionamento e hanno determinato in tanti casi l’insoddisfazione dei cittadini.
  • Un altro punto essenziale è costituito dalla problematica urbanistica, non tanto e non solo perché ad essa è legato il futuro strategico di una città, quanto perché, pur essendo assolutamente rilevante la recente decisione consiliare di esprimere un giudizio positivo sull’idea progettuale “Città dei Mestieri”, non possono ancora restare defilati i temi della revisione del P.R.G., tenendo conto finalmente della vicinanza territoriale e sociale con Carlentini, del centro storico e della pianificazione urbanistica delle aree del Biviere, rispetto al quale presenta una sua specifica autonomia la riflessione sulla utilizzazione e valorizzazione delle sue potenziali, plurali e suggestive destinazioni d’uso (sportive, naturalistiche, ambientali, turistiche).
  • Palazzo Beneventano, Fattoria didattica della legalità, Via di fuga da S.Paolo, progetto per la ristrutturazione e il recupero funzionale del plesso contenente i locali dell’attuale Biblioteca Civica e del vecchio attiguo istituto scolastico oramai in disuso, progetto per la riqualificazione del Colle Tirone, sistemazione e allargamento di Via Etnea, sistemazione area per la nuova ubicazione del mercato settimanale: sette ragguardevoli ipotesi di lavoro che non possiamo permetterci il lusso di trascurare, trattandosi, tra l’altro, di infrastrutture che potrebbero giovare alla reviviscenza abitativa, culturale e commerciale dello stesso centro storico.
  • Di notevole importanza sono poi le questioni riguardanti la Sanità pubblica, che ci impegnano a tutelare il nostro ospedale e a puntare sempre al rafforzamento dei servizi offerti ai degenti nonché alla cura della struttura. Senza dimenticare il potenziamento del personale medico ed infermieristico, l’aumento dei posti letti in ottica di re-equilibrio degli stessi all’interno della provincia di Siracusa e il rafforzamento dei servizi di medicina territoriale.
  • In questi anni, ma il relativo lavoro ha origini lontane (che risalgono alle appassionate battaglie condotte con competenza, generosità e lungimiranza dagli illuminati intellettuali del Centro Studi Notaro Jacopo), è maturata una certa sensibilità nei riguardi dei nostri beni culturali e del loro destino funzionale. Ci sono le condizioni per passare dalle parole ai fatti, mettendo in campo, anche con un largo coinvolgimento della cittadinanza, idee e proposte concrete, in modo da far diventare il suddetto patrimonio un forte motivo di riconoscibilità identitaria e uno dei volani stabili dello sviluppo economico della nostra città.
  • Pensiamo che la prima carta di presentazione di una città sia quella di una città pulita e ordinata, dove i cittadini si sentono a loro agio e hanno la possibilità di riconoscersi reciprocamente in un modello di convivenza civile non dissimile dagli esempi che si possono oggi rinvenire nell’ambito della realtà europea. Se una città, però, per le sue non indifferenti risorse paesaggistiche e culturali, ambisce a diventare un punto di riferimento e di richiamo turistico per quanti potrebbero essere attirati dai nostri luoghi, deve prefiggersi di aumentare la propria attrattività urbana. Tre progetti, allora, in questo caso, appaiono particolarmente utili e urgenti: il progetto di sistemazione della Villa Gorgia, quello riguardante la sistemazione di Via Garibaldi e quello delle due piazze principali, Duomo e Umberto. Per dare alla città un volto diverso, in sintonia con quel discorso sul recupero del centro storico di cui tanto a ragione si parla, ma anche per utilizzare quei fondi regionali, nazionali ed europei che in questo campo sono stati stanziati o dovrebbero essere stanziati al più presto.

   Un altro stimolante motivo di riflessione può essere inoltre costituit0, al riguardo, dall’ipotesi di riconfigurazione territoriale e amministrativa che in sede regionale e nazionale sta impegnando, al fine di trovare una soluzione alternativa alle vecchie  Province, gli organi collegiali competenti (Assemblea Regionale, Parlamento, Governo Nazionale). E Lentini, nell’ambito di una cornice sud-orientale strategicamente formata dalle vecchie Province di Catania, Siracusa e Ragusa, occupa una invidiabile posizione baricentrica. Facciamola diventare una ulteriore opportunità di sviluppo.

Pur essendo, ovviamente, tante le cose da fare, e pur sapendo che la superiore elencazione costituisce soltanto una sintesi emblematica e non esaustiva delle potenzialità espansive del nostro territorio, vorremmo ugualmente trasmettere un messaggio concreto e non scontato. Un approccio ragionato e ricco di spunti. Una puntuale prospettiva di lavoro. Per una città del fare e del saper fare, in cui la cultura, la creatività, la convivenza civile, l’intraprendenza produttiva e l’innovazione diventano il fulcro virtuoso dello sviluppo socio-economico del territorio, nel rispetto della sua storia, delle sue tradizioni agroalimentari e delle sostenibilità ambientale.

Lentini 12/02/2014

                                                                                                      Il segretario

                                                                                                   Alex Siracusano