JACOPO DA LENTINI: MITOLOGIA ? SI MA NON TROPPO!

Lo avevamo detto, ma non volevamo essere come la Cassandra, come in ogni vigilia di elezioni ammnistrative, la realtà supera la fantasia. E chi lo avrebbe mai detto che i barbari dell’antica città del nord poi conosicuta in seguito come Mediolanum, dopo aver sfidato i romani iniziano a far rotta verso la trinacria? Sembra quasi un’ antica leggenda tramandata da padre in figlio dagli antenati, ricordate come iniziano le leggende? No? Pressapoco inziano con : In quel tempo……., e anche in questa leggenda il filosofo politologo greco dal nome non conosciuto, descriveva che in quel tempo, una città sul mare collegata da un ponte di legno ad una piccola isola chiamata ortyx………………… .

La stessa leggenda narrava di un abile giocatore di Petteia ( gioco d’azzardo dell’antica Grecia) chiamato Ullo, che prorio a ortyx viveva, il quale era molto legato ad un conterraneo della città di Akracas , un certo Angelus da Fanum naturalizzato cittadino romano, che come Ullo era un abile giocatore di Petteia, gioco preferito anche dai romani conosciuto col nome latino di Ludus latrunculorum, abbreviato Latrunculi.

Ullo non era solo un abile giocatore , ma bazzicava spesso con politici e filosofi della polis greca. Da qello che si racconta nella leggenda questa sua seconda passione non era sconosciuta ai Barbari, tanto che gli stessi si avvalsero di un emissario un certo Umbus, propietario di una grossa ferriera nella città lestrigone, che in quegli anni di tirannia di to kókkino, aveva visto calare enormemente i suoi affari, specie dopo un fallito colpo di mano perpetrato con la complicità di un seguace di Erodico e l’inconsapevole comandante dei Centurioni Romani. Poiché serviva urgentemente anche ai barbari un’alleanza per espugnare Liontári dal dominio dal tiranno di to kókkino, il patto fu siglato e Umbu inizio’ la ricerca di adesioni per portar avanti la giusta causa e rimettersi in sella.

Intanto a Liontári, kyvernítis in collera perchè vedeva incrinare sempre di piu’ il dominio sulla città, per i grossi debiti contratti per via dei banchetti regali sempre piu’ frequenti, sia per i dissennato utilizzo delle tasse riscosse anche con il prelievo forzoso che aveva provocato l’ira dei cittadini oppressi contro il tiranno. kyvernítis aveva convocato a corte i suoi fedelissimi  appellandosi immediatamente all’inizio del suo accorato discorso all’Articolo uno, ed esordendo in un monologo quasi confidenziale disse : No non puo’ accadare, non possiamo non  dobbiamo permettere che la mano destra sia piu’ forte della mano sinistra, in questo caso non possiamo permetterlo! Μαρίκα, io ho avuto fede, che ti piaccia o no,ho subito per questo, ma come potevo controbattere? Ma tutto questo lo vedremo dopo, per adesso non possiamo permettere che la mano destra prevalga sulla sinistra, perderemmo ogni potere su Liontári e troppe cose salterebbero fuori poi!

Detto questo, andò poi a ritirarsi nelle sue stanze dove ad aspettarlo come di consuetudine ogni qualvolta facesse un discorso alla corte, c’era il fido Sorter. Come narra sempre la leggenda pare che il kyvernítis si recasse spesso presso Tauromènion con la complicità e copertura del fedelissimo Sorter. Sempre secondo i racconti tramandati nella leggenda, anche durante questo periodo di irrequietezza e di declino politico il tiranno con la concubina si rifugiarono per un breve periodo presso il palazzo di Sorter a Tauromènion, palazzo acui i cittadini di Liontàri diedero il nome del Palazzo del Sollazzo.

Ah!! La Mitologia!

di Angelo Parisi